Domanda 1: SÌ Domanda 2: L'Ape Maia compie 50 anni e inaugura il suo primo alveare a Milano presso l'Oasi apistica di BEE.

Domanda 1: SÌ Domanda 2: Sempre più consumatori acquistano miele contraffatto, mettendo a rischio l'apicoltura che ha visto dimezzare le produzioni negli ultimi cinque anni.

Domanda 1: SÌ Domanda 2: Viene sequestrata una grande quantità di miele nel Vicentino da parte della guardia di finanza e dell'Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari.

Domanda 1: SÌ Domanda 2: Allerta alimentare per il Miele Ambrosoli a causa della possibile presenza di residui antimicrobici.

Domanda 1: SÌ Domanda 2: I mieli della Valchiampo si distinguono come i migliori d'Italia al concorso nazionale del miele, con particolare menzione per il miele al lampone.

Domanda 1: SÌ Domanda 2: I mieli della Valchiampo si distinguono tra i migliori d'Italia al Concorso nazionale del miele, con particolare menzione per il miele al lampone.

Domanda 1: SÌ Domanda 2: Cooperativa italiana si allea per valorizzare il miele italiano prodotto da api italiane, promuovendo l'apicoltura e la sostenibilità ambientale.

PARTE PRIMA
Art. 1 - Denominazione e sede
E' costituita l'Associazione denominata: "Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini (A.P.A.P.)"
Essa ha sede legale in Via Cristoforo Colombo 35, 29122 Piacenza. Con delibera del Consiglio Direttivo potrà essere trasferita la sede sociale e potranno essere istituite, trasferite e soppresse sedi secondarie, delegazioni, uffici periferici e simili.
In seguito si farà riferimento ad essa indicandola brevemente con il termine 'Associazione'.
Art. 2 - Durata
La durata dell'Associazione è a tempo indeterminato.
Art. 3 - Scopi e Finalità
L'Associazione, che non ha fini di lucro, intende promuovere, tutelare e valorizzare, sotto ogni punto di vista, l'apicoltura italiana, con compiti d'assistenza, coordinamento e rappresentanza degli apicoltori membri delle Associazioni apistiche, aderenti all'Associazione, operanti sul territorio nazionale.
Nello specifico l'Associazione si propone di:
1. Rappresentare gli interessi dell'apicoltura nazionale, ed in particolare delle Organizzazioni Associate, nei rapporti con le istituzioni ed amministrazioni, con le organizzazioni economiche, politiche, sindacali e sociali nazionali, comunitarie ed internazionali, di fronte a chi dimostri interesse per l'apicoltura, sia Enti privati sia pubblici;
2. Favorire la diffusione fra le Organizzazioni Associate d'informazioni riguardanti nuove tecnologie, nuove modalità gestionali della produzione e di difesa sanitaria degli allevamenti apistici, ed in genere ogni informazione d'aggiornamento riguardante l'ammodernamento e rinnovamento dell'apicoltura;
3. Svolgere attività d'elaborazione e proposta d'indicazioni e contenuti tendenti a migliorare la normativa in materia d'apicoltura, anche svolgendo compiti consultivi nei riguardi dei Ministeri e delle Regioni e Province Autonome, Enti vari ed organi interessati e/o collaborando con analoghe iniziative poste in essere da organizzazioni di categoria, enti pubblici o privati;
4. Promuovere, valorizzare e tutelare i prodotti dell'alveare, anche attraverso la cura di specifici interventi di promozione e divulgazione rivolti al consumatore finale;
5. Promuovere, sollecitare e coordinare l'attività di ricerca scientifica in apicoltura;
6. Agevolare ogni iniziativa che favorisca una positiva e attiva collaborazione tra imprenditori apistici e apicoltori amatoriali;
7. Ricercare e promuovere la collaborazione e l'intesa con Organizzazioni Italiane ed Estere aventi finalità analoghe a quelle dell'Associazione e partecipare ad organismi con esse costituiti sotto qualsiasi forma giuridica.
Per il raggiungimento degli obiettivi statutari, l'Associazione si propone di:
1. Ideare, promuovere, organizzare eventi quali: seminari, incontri, mostre, conferenze, workshop, lezioni, laboratori, proiezioni, attività editoriali e multimediali, corsi di formazione e ogni altra iniziativa atta a diffondere la promozione, tutela e valorizzazione dell'apicoltura italiana;
2. Prestare opera di consulenza tecnica ed economica alle organizzazioni Associate in relazione alle finalità dell'Associazione;
3. Lavorare in stretta collaborazione con tutti gli organismi presenti sul territorio nazionale, che condividono la tutela e promozione dell'apicoltura italiana;
4. Programmare e realizzare iniziative, anche in campo editoriale e/o con l'utilizzo della rete internet, finalizzate alla specifica formazione, orientamento, riqualificazione e aggiornamento professionale dei propri associati e degli apicoltori in genere;
5. Instaurare collaborazioni con soggetti pubblici e privati. A tal proposito potranno essere stabilite convenzioni con: regioni, province, comuni, associazioni, ONLUS, ONG, fondazioni, enti provinciali, regionali, nazionali ed
internazionali, enti di ricerca scientifica, istituti tecnici agrari, veterinari, ambientali, università, Istituzioni Scolastiche, camere di commercio e qualsiasi altro ente o azienda pubblica o privata.
6. Inoltre, per il raggiungimento degli scopi, l'Associazione potrà compiere operazioni commerciali e produttive, promuovere la costituzione di società, consorzi e federazioni, anche attraverso il controllo di aziende, società o enti aventi scopi analoghi. L'Associazione potrà inoltre aderire ad associazioni ed organizzazioni già esistenti, costituire o partecipare a cooperative sociali, onlus o ad altre organizzazioni senza scopo di lucro;
7. L'Associazione persegue, altresì, i seguenti scopi:
Promuovere la partecipazione attiva dei giovani e delle donne nell'ambito dell'apicoltura;
Sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi legati all'apicoltura, alla biodiversità e alla salvaguardia dell'ambiente;
Collaborare con enti pubblici e privati, anche internazionali, per la promozione dell'apicoltura e della salvaguardia dell'ambiente;
Promuovere progetti di ricerca e sviluppo nell'ambito dell'apicoltura e della biodiversità;
Promuovere e diffondere la cultura dell'apicoltura attraverso attività didattiche, divulgative e di formazione.
Art. 4 - Modalità operative
Per il conseguimento dei propri scopi, l'Associazione si propone di:
1. Dare vita a gruppi di lavoro e commissioni tecniche;
2. Promuovere la costituzione di gruppi di studio ed aggiornamento tecnico;
3. Organizzare seminari, conferenze, corsi di specializzazione, assemblee, riunioni, convegni, workshop;
4. Promuovere iniziative rivolte alla diffusione di informazioni e di programmi di formazione e riqualificazione professionale, tecnica, economica e giuridica, anche mediante l'uso dei media;
5. Promuovere l'assistenza tecnica, economica, giuridica e fiscale verso le Organizzazioni Associate e i loro associati;
6. Diffondere pubblicazioni, libri, periodici, realizzare opuscoli, videocassette, DVD, CD ROM e qualsiasi altra forma di divulgazione cartacea, telematica o multimediale;
7. Promuovere contatti, accordi e collaborazioni con enti ed istituti di ricerca, scuole, università e con qualsiasi altra realtà organizzativa in grado di contribuire allo sviluppo della apicoltura, sia per quanto riguarda la formazione tecnica, sia per quanto attiene alla ricerca scientifica, anche in collaborazione con Organizzazioni apistiche europee ed internazionali.
Art. 5 - Principi etici
L'Associazione, nel perseguire i propri scopi, intende ispirarsi ai seguenti principi etici:
1. Promozione della legalità, della trasparenza e del rispetto delle leggi vigenti;
2. Rispetto delle persone, della loro dignità e dei loro diritti;
3. Solidarietà e cooperazione tra i soci e con le altre realtà del settore apistico, favorendo il confronto e lo scambio di esperienze;
4. Responsabilità ambientale, promuovendo pratiche sostenibili nell'apicoltura e contribuendo alla salvaguardia dell'ambiente;
5. Valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e naturale legato all'apicoltura;
6. Partecipazione attiva e democratica dei soci alla vita dell'Associazione, favorendo la partecipazione dei giovani e delle donne.
PARTE SECONDA
Art. 6 - Risorse finanziarie
Per il raggiungimento dei propri scopi, l'Associazione può avvalersi delle seguenti risorse finanziarie:
1. Quote sociali versate dai soci;
2. Contributi statutari, liberalità, donazioni e lasciti di terzi;
3. Entrate derivanti da attività straordinarie o commerciali, nel rispetto delle disposizioni normative in vigore e comunque previo nulla osta delle Autorità preposte;
4. Contributi di enti pubblici, organismi internazionali, istituzioni private e altri soggetti che condividono gli scopi dell'Associazione;
5. Proventi derivanti da attività culturali, formative, di consulenza e di assistenza tecnica prestate ai soci e a terzi;
6. Proventi derivanti dalla vendita di beni o servizi realizzati nell'ambito delle attività svolte dall'Associazione, nel rispetto della normativa vigente;
7. Proventi derivanti dalla gestione di beni mobili e immobili;
8. Proventi derivanti da attività di sponsorizzazione e mecenatismo;
9. Altre entrate legate all'attività e agli scopi dell'Associazione, sempre nel rispetto delle normative vigenti.
I fondi derivanti da queste risorse sono destinati a finanziare le spese necessarie per il raggiungimento degli scopi dell'Associazione e sono impiegati in conformità ai principi etici di legalità, trasparenza e responsabilità.
Art. 7 - Relazioni con le Organizzazioni Associate
L'Associazione instaura rapporti di collaborazione con le Organizzazioni Associate, finalizzati al reciproco coordinamento nell'ambito delle rispettive attività, in modo da realizzare il più ampio confronto e la maggiore uniformità possibile delle iniziative promosse a livello nazionale.
Per le Organizzazioni Associate, l'adesione all'Associazione comporta il dovere di riconoscere il ruolo centrale di essa nella rappresentanza unitaria dell'apicoltura italiana a livello nazionale, favorendo il coordinamento delle azioni, delle iniziative e delle attività dei propri associati in armonia con gli scopi dell'Associazione.
L'Associazione collabora con le Organizzazioni Associate, anche per individuare forme e modalità di sostegno alla realizzazione di progetti congiunti, attraverso la condivisione di risorse finanziarie, tecnico-scientifiche e organizzative.
Art. 8 - Il Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 7 membri a un massimo di 21 eletti dall'Assemblea.
Possono far parte del Consiglio Direttivo anche non soci dell'Associazione che possano apportare un contributo per il miglior funzionamento dell'Associazione.
L'Assemblea Generale dei Soci può decidere di aumentare o diminuire il numero dei componenti del Consiglio Direttivo, da 7 a 21, in base al numero complessivo degli iscritti all'Associazione, garantendo sempre un numero dispari.
L'elezione del Consiglio Direttivo avviene secondo il Regolamento Elettorale approvato dall'assemblea.
Il Consiglio Direttivo dura in carica quattro anni ed i suoi membri sono rieleggibili.
Decade dalla propria carica il consigliere che non partecipa alle riunioni del Consiglio per tre volte consecutive, senza gravi e giustificati motivi.
Su delibera del Consiglio Direttivo il provvedimento di decadenza sarà notificato, dal Presidente entro 30 giorni dall'ultima delle tre assenze, all'Organizzazione Associata a cui appartiene il Consigliere in decadenza. La stessa può indicare un nuovo nominativo che andrà a sostituire il Consigliere decaduto.
In caso di cessazione dei membri del Consiglio Direttivo, per cessazione, recesso o esclusione dell'Organizzazione Associata d'appartenenza, gli altri consiglieri provvederanno alla loro sostituzione per cooptazione con altri soci, che dureranno in carica fino alla naturale scadenza del Consiglio.
Se viene meno la maggioranza dei consiglieri, quelli rimasti in carica convocano d'urgenza l'Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti.
Il Consiglio è convocato dal Presidente almeno una volta l'anno, nonché ogni volta che ne viene fatta motivata richiesta dalla maggioranza dei suoi componenti.
La convocazione può avvenire in forma scritta, per posta, fax o posta elettronica, o, in casi di motivata urgenza, tramite contatto telefonico.
La seduta del Consiglio è valida con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi membri e delibera a maggioranza dei presenti.
In caso di parità il voto del Presidente è da considerarsi prevalente.
Le riunioni del Consiglio direttivo si possono svolgere anche con l'ausilio di mezzi telematici, o per audioconferenza o videoconferenza, con consultazione dei Consiglieri purché sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione sugli argomenti all'ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti, qualora ciò fosse necessario.
Lo svolgimento di questo tipo di riunioni avverrà secondo un regolamento interno approvato dal Consiglio Direttivo
Di ogni riunione viene redatto apposito verbale.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno un Presidente, uno o più Vice Presidenti e fissa le responsabilità degli altri soci in ordine all'attività svolta dall'Associazione per il conseguimento dei propri fini statutari.
Le funzioni dei membri del Consiglio Direttivo sono completamente gratuite; potranno essere rimborsate le sole spese vive documentate incontrate nell'espletamento dell'incarico.
Art. 9 - Funzioni del Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
Nella gestione ordinaria i suoi compiti sono:
1. eleggere nel proprio ambito il Presidente, il/i Vice Presidente/i e il Tesoriere;
2. convocare l'Assemblea dei Soci;
3. predisporre gli atti da sottoporre all'Assemblea;
4. formalizzare le proposte per la gestione dell'Associazione;
5. elaborare il bilancio consuntivo che deve contenere le singole voci di spesa e d'entrata relative al periodo di un anno;
6. elaborare il bilancio preventivo che deve contenere, suddivise in singole voci, le previsioni delle spese e delle entrate relative all'esercizio annuale successivo;
7. stabilire gli importi delle quote d'ammissione e d'adesione annuale dei soci, che possono essere differenziate in relazione alla rappresentatività dell'Organizzazione aderente
8. deliberare sull'ammissione od esclusione dei soci;
9. deliberare sull'adesione dell'Associazione ad altra organizzazione a carattere nazionale e/o internazionale che possa rappresentare gli interessi dell'Associazione;
10. deliberare sul trasferimento della sede legale dell'Associazione e/o sull'istituzione di sedi distaccate o uffici secondari.
11. deliberare su atti e contratti, assumere e licenziare il personale, fissandone la retribuzione e le mansioni;
12. affidare ad uno o più Consiglieri o dipendenti congiuntamente o disgiuntamente, a tempo determinato o fino a revoca, incarichi e poteri per la trattazione di singole incombenze, determinandone i compiti e gli eventuali compensi e/o rimborsi;
Art. 10 - Il Presidente del Consiglio Direttivo
Il Presidente del Consiglio Direttivo è il legale rappresentante dell'Associazione.
A lui spetta la firma e la rappresentanza di fronte a terzi e in giudizio, resta in carica per la durata del Consiglio Direttivo ed è rieleggibile.
Assume le iniziative necessarie per la realizzazione del programma definito dal Consiglio Direttivo e dell'Assemblea dei Soci, nonché le iniziative autonome che in casi d'urgenza si rivelassero necessarie.
Di queste ultime iniziative verranno immediatamente informati gli altri membri del Consiglio Direttivo, anche secondo modalità telematiche, e nella prima riunione successiva, al Consiglio spetterà la valutazione e la ratifica di quanto assunto dal Presidente.
Il Presidente convoca e presiede il Consiglio Direttivo e sottoscrive tutti gli atti amministrativi compiuti dall'Associazione; può aprire e chiudere conti correnti bancari e postali e procedere agli incassi.
In caso d'assenza od impedimento del Presidente, la rappresentanza e la firma spettano al/ai Vice Presidente/i.
Il Presidente può delegare, per la rappresentanza dell'Associazione presso terzi, il/i Vice Presidente/i o altri membri del Consiglio Direttivo, in funzione delle specifiche capacità che il ruolo da ricoprire richiede.
Art. 11 - Il Tesoriere
Il Tesoriere è nominato dal Consiglio Direttivo tra i suoi membri e risponde del proprio operato al Consiglio Direttivo con relazioni annuali.
Il Tesoriere ha la responsabilità, d'intesa con il Presidente del Consiglio Direttivo, della gestione amministrativa e della politica finanziaria dell'Associazione e ne apre e gestisce i conti correnti bancari e postali, che possono essere gestiti con il Presidente del Consiglio Direttivo a firma disgiunta.
Il Tesoriere ha il compito di:
1. elaborare la bozza del bilancio preventivo e consuntivo che il Consiglio Direttivo approva e sottopone all'approvazione dell'Assemblea generale dei Soci;
2. assicurare la corretta tenuta delle scritture contabili di legge e la gestione amministrativa e fiscale conforme alle prescrizioni di legge ed al regolamento interno dell'Associazione, nonché attuare le delibere del Consiglio Direttivo in materia amministrativa;
3. presentare il rendiconto annuale all'Assemblea Generale dei Soci relazioni sull'andamento politico-finanziario dell'Associazione;
4. assicurare la contabilità corrente delle spese dell'Associazione;
5. relazionare al Consiglio direttivo eventuali inadempienze economiche da parte dei Soci.
Art. 12 - Il Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri, nominati dall'Assemblea anche tra i non soci, che durano in carica quattro anni e sono rieleggibili.
La carica di membro del collegio è incompatibile con quella di membro del Consiglio Direttivo.
È di competenza dei Probiviri la risoluzione delle controversie sorte tra i Soci, l'Associazione e organi della stessa, circa l'applicazione delle sanzioni, l'interpretazione dello Statuto, dei regolamenti, delle delibere sociali e concernenti comunque i rapporti sociali.
Qualunque controversia o vertenza che sorga nell'ambito dell'attività dell'Associazione, sarà sottoposta all'esame del Collegio dei Probiviri, il quale pronuncerà le sue decisioni secondo equità e senza formalità di procedura.
PARTE TERZA
Art. 13 - Il Patrimonio
Il patrimonio dell'Associazione, indivisibile, è costituito da:
1. quote associative;
2. contributi dello Stato e degli Enti Pubblici e Privati;
3. rimborsi derivanti da convenzioni e/o servizi destinati ai Soci;
4. proventi derivanti da prestazioni commerciali marginali rese a terzi;
5. beni immobili e mobili acquistati o pervenuti a qualsiasi titolo;
6. eventuali contribuzioni straordinarie, donazioni o lasciti, provenienti anche da non soci;
7. quant'altro, ancorché qui non espressamente specificato, entri nella disponibilità dell'Associazione.
L'Associazione può acquistare, vendere, permutare beni mobili ed immobili, atti a migliorare il conseguimento dei fini statutari, può dotarsi di strutture e mezzi tecnici necessari a promuovere l'attività dei Soci.
In via accessoria, ausiliaria, secondaria e comunque marginale può eventualmente svolgere attività commerciali nell'ambito delle azioni finalizzate al raggiungimento degli scopi sociali.
L'Associazione può accettare sponsorizzazioni, richiedere finanziamenti, aderire a Consorzi tra Enti e Associazioni mantenendo la piena autonomia decisionale ed organizzativa, può ricorrere ad abbinamenti pubblicitari per il sostegno finanziario delle finalità statutarie e per la copertura dei costi della realizzazione d'iniziative istituzionali.
Eventuali utili conseguiti da servizi o prestazioni rese dai Soci, non possono in alcun modo generare dividendo tra gli stessi, ma dovranno essere utilizzati per il raggiungimento delle finalità sociali.
L'Associazione, ai fini fiscali deve considerarsi ente non commerciale.
È in ogni caso fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi di riserva o capitale durante la vita dell'Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Art. 14 - Esercizio Sociale e Finanziario
L'esercizio sociale e finanziario coincide con l'anno solare e va dal primo gennaio al trentuno dicembre di ogni anno.
Il rendiconto economico deve informare circa la situazione economica e finanziaria dell'Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini (A.P.A.P.), con separata indicazione dell'attività commerciale eventualmente posta in essere accanto alle attività istituzionali.
Entro tre mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale, il Consiglio Direttivo deve predisporre il bilancio da presentare all'Assemblea degli associati.
Il bilancio deve essere approvato dall'Assemblea degli associati entro quattro mesi, o entro sei mesi quando particolari esigenze lo richiedano, dalla chiusura dell'esercizio.
Art. 15 - Libri sociali e registri contabili
I libri sociali ed i registri contabili essenziali che l'Associazione deve tenere sono:
a) il libro dei soci;
b) il libro dei verbali e delle deliberazioni dell'Assemblea;
c) il libro dei verbali e delle deliberazioni del Consiglio Direttivo.
L'impianto contabile sarà dimensionato alle necessità amministrative e di controllo insorgenti nell'ambito dell'organizzazione.
In ipotesi d'esercizio d'attività commerciale la contabilità sociale verrà uniformata alle disposizioni del legislatore fiscale.
Art. 16 - Regolamento Interno
Per quanto non previsto dal presente Statuto, qualora se ne ravvisi la necessità, potrà essere redatto un regolamento interno a cura del Consiglio Direttivo previa ratifica dell'Assemblea generale dei Soci.
Art. 17 - Scioglimento dell'Associazione
La decisione di scioglimento dell'Associazione potrà essere presa dalla maggioranza di almeno due terzi dei delegati presenti in apposita Assemblea Straordinaria, convocata e valida a deliberare secondo quanto disposto dall'art. 7.
L'Assemblea determinerà le modalità della liquidazione, procedendo alla nomina di un liquidatore, scegliendolo fra i soci e determinandone i poteri.
In caso di scioglimento, è fatto obbligo di devolvere il patrimonio residuo dell'Associazione, dedotte le passività, ad altra associazione avente finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Art. 18 - Disposizioni Finali
Il presente Statuto strutturato in tre parti per complessivi 19 articoli è integralmente accettato dai Soci, unitamente ai regolamenti e alle deliberazioni che saranno integralmente rispettate.
Art. 19 - Rinvio
Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile, e alle disposizioni delle altre Leggi vigenti in materia.
L'Apap - Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini - è associazione nazionale di secondo grado. Aderiscono all'Apap:
le Associazioni apistiche territoriali di 15 Regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna);
L'Aapi ' Associazione Apicoltori Professionisti Italiani;
Il Copait ' Associazione per la produzione e valorizzazione della pappa reale fresca italiana.
L'Associazione è impegnata, per la salvaguardia di api e apicoltura, in azioni, programmi e attività collettive di respiro quantomeno nazionale.
Nel 2018 l'Apap ha notificato e documentato, alle varie Regioni e al Ministero dell'Agricoltura, di organizzare e di rappresentare: n° 8.266 apicoltori, di cui n° 3.263 imprenditori apistici, n° 530.220 alveari, pari a oltre il 44% dei complessivi n° 1.205.773 alveari allevati in Italia (dati Mipaaft al 31/03/2018).
L'impegno prioritario dell'Associazione è la difesa della qualità ambientale; le api sono, infatti, sensore assai fragile ed eccezionale sentinella del progressivo degrado della biodiversità rurale.
Le proposte e le azioni della rete di Apap si sviluppano nelle varie attività:
rappresentanza delle esigenze del settore apistico presso istituzioni, enti e organizzazioni regionali, nazionali ed europei;
individuazione di problematiche sanitarie e indicazioni per la salvaguardia degli allevamenti apistici;
impegno per il miglioramento e la varietà genetica delle api;
condivisione e proposta di opzioni tecniche di allevamento e d'innovazioni tecnologico/produttive.
Apap si confronta e ha avviato proficue collaborazioni con le principali associazioni agricole ' Coldiretti e Confederazione Italiana Agricoltori -, ambientali ' LegAmbiente -, del gusto e della qualità alimentare ' Slow Food ' impegnandosi in vario modo nella difesa della biodiversità, della vita e della produzione rurale.
I dirigenti dell'Associazione sono in prima persona apicoltori leader, che hanno scelto di tradurre la passione per il mondo delle api nell'impegno di fare e costruire insieme, in forma associata.
Distingue l'Associazione l'impegno attivo e consolidato finalizzato a creare e sostenere una rete di tecnici apistici professionali.
La struttura organizzativa 'leggera' dell'Associazione concentra le limitate risorse disponibili su iniziative di carattere formativo, informativo, associativo, normativo e soprattutto culturale. Sollecitare, attivare, e organizzare dinamiche di continuativa produzione, condivisione, circolazione e comunicazione delle conoscenze è, oggi, indispensabile presupposto e
priorità, per contribuire a preservare il futuro delle api e dell'ApiCultura. Pertanto l'Associazione svolge servizio di formazione e assistenza tecnica all'apicoltura nazionale, con il ruolo di:
CRT- Centro di Riferimento Tecnico per l'Apicoltura: Problematiche ambientali e nutrizionali
CRT- Centro di Riferimento Tecnico per l'Apicoltura: Patologie Apistiche
L'attività è stata avviata con il contributo del Ministero delle politiche agricole alimentali e forestali (D.M. n. 3159 del 16.2.2010), grazie all'assegnazione delle risorse destinate a sostegno dell'apicoltura con le leggi 313/04 e 133/08.

Associazione Provinciale Apicoltori Piacentini Via C. Colombo 35, 29122 Piacenza (PC) - C.F. 91025830331 P.IVA 0171070337 - Tel.0523 596509
